Un Raimondo, regio camerlengo sotto i
Martini, legato di re Alfonso nel Concilio di Costanza, ecc. ottenne a
30 agosto 1398 concessione della terra e castello di Oliveri e, a primo
dicembre 1401, della terra di Naso.
Si vuole originaria di Spagna. Un
Pietro, da Nicosia, fu secreto di Castelluzzo; un Antonino, a 12
febbraio 1773 insieme con la moglie Girolama Rao, ottenne in seguito
alle fatte prove di nobiltà di essere iscritto nella nota per gli inviti
a Corte, e, con privilegio dato a 7 dicembre 1773, ottenne il titolo di
barone di San Carlo; un Salvatore fu giurato nobile in Siracusa nel
1805-6; un Giovanni Xaxa e Rao, del barone Antonino, con privilegio dato
a 10 ottobre esecutoriato a 21 ottobre 1811, venne nominato regio
tumoliere di Palermo, Val di Mazzara e suoi caricatori; un Giuseppe
tenne la carica di senatore nella città di Palermo negli anni
1824-25-26.
Arma: d’azzurro, alla croce d’oro,
piantata sul monte di tre cime dello stesso, nodrito sul terreno al
naturale, addestrato da un albero di cipresso e sinistrato da un albero
di palma al naturale, accompagnato nel capo da tre gigli d’oro,
allineati in fascia.
Di questa famiglia notiamo un Consalvo,
che fu capitano di giustizia in Palermo nel 1335-36; un Giovanni che
tenne la stessa carica in Salemi nel 1580-81; un Ottavio che la tenne in
Siracusa negli anni 1655-56, 1671-72, 1678-79, nella quale città fu pure
proconservatore; un Benedetto che fu giurato in Siracusa nell’anno
1687-88.