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Dott.
A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO
DI SICILIA
da
Pinedo a Pittella
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Pinedo.
Troviamo questa famiglia in Trapani, Palermo e Messina. Notiamo un
Martino che fu capitano di giustizia in Trapani negli anni 1590, 1592,
1596, 1600 e forse egli stesso dovette essere quel capitan Martin Pinedo,
che vestì la toga senatoria in Palermo nel 1633; un Filippo che fu
senatore di Messina negli anni 1687-88, 1700-1-2, 1703-4 e un capitano
Antonio che tenne la stessa carica nel 1695-96, 1707-8.
Arma: ?
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Pinnampedi.
Nobile famiglia messinese, della quale notiamo un messer Giovan Matteo,
ascritto alla mastra nobile del Mollica.
Arma: d’azzurro, alla mano d’aquila d’oro.
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Pino (del)
o
Pinos.
Questa famiglia godette nobiltà in Palermo, trovando un Pietro con la
carica di senatore in detta città negli anni 1660, 1666-67-68.
Arma: d’oro, a tre pine di verde con la bordura di rosso.
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Piola.
Di questa famiglia notiamo un Francesco senatore popolare di Palermo
nell’anno 1647-48-49, che, con privilegio del 14 novembre 1648, ottenne
concessione del titolo di don.
Arma: d’azzurro, all’albero di verde, piantato in campagna dello stesso,
accostato da un guerriero armato di spada e rotella, combattente contro
un leone d’oro, posto nel canton sinistro dello scudo.
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Piombo.
Un Leonardo, da Trapani, con privilegio del 16 febbraro 1788, ottenne
concessione del titolo di barone di Santa Maria; un barone dottor
Francesco fu giudice delle appellazioni in Trapani nel 1798-99.
Arma: ?
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Pipi.
Nobile famiglia di Noto. Un Guglielmo possedette il feudo Stellaini, che fu
poi posseduto da un Mazzullo, quello stesso forse che nel 1459 possedette
Bonfalà; un Giorgio fu investito di Bonfalà a 5 ottobre 1479, insieme con la
sorella Bartolomea e, poscia da solo, a 20 agosto 1502, dopo la morte di
costei; un Rinaldo fu investito di Stellaini a 27 luglio 1481; un Pietro,
dottore in leggi, fu barone di Bonfalà e di Stellaino per investitura del 23
gennaro 1487 e 21 marzo 1514; un Antonio, barone di Bonfalà, fu giurato di
Noto nel 1556; un Giovanni fu barone di metà di Misilini nel 1611; una
Francesca Pipi e Ayello, con privilegio del 22 dicembre 1682, ottenne la
concessione dei titoli di Don e di barone di Montegrifone.
Arma:
d’oro, a tre pepi di rosso, fogliati di verde.
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Pipino.
Il
Galluppi la vuole originaria di Napoli, dello stesso stipite dei conti di
Minerbino. Un Angelo fu giudice straticoziale in Messina nel 1125-26.
Arma:
d’argento, alla banda d’azzurro, caricata da tre conchiglie d’oro,
accompagnata nel capo da un lambello a tre gocce di rosso.
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Pipitone.
Nobile famiglia palermitana, della quale è degno di nota un Niccolò, che
coprì l’eccelsa carica di pretore in Palermo nel 1337-38.
Arma:
d’azzurro, all’albero di verde, fustato d’oro, cimato da uccello pipitone
d’argento coronato d’oro.
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Piraino.
Nobile famiglia di Cefalù. Un Mario acquistò, nella fine del secolo
XVII, il feudo Mandralisca; un Giovan Battista, barone di Mandralisca,
fu giurato in Cefalù nell’ano 1705-6; un Michelangelo fu capitano di
giustizia in detta città nel 1757-58; un Enrico, barone di Mandralisca,
tenne la carica di proconservatore in detta città dall’anno 1774 al
1799, nel quale anno venne sostituito dal figlio Michelangelo, investito
di Mandralisca a 22 marzo 1800.
Arma: ?
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Pisano
o
Pisani.
V’ha c
251f
hi crede che questa famiglia sia originaria di Venezia; godette
nobiltà in Messina, Siracusa, Palermo, Castrogiovanni, ecc. Un Angelo fu
giudice straticoziale di Messina negli anni 1411, 1420, 1422, 1449; un
Giovanni, da Castrogiovanni, fu barone di Bidino nell’anno 1445; un
altro Angelo fu giudice straticoziale in Messina nell’anno 1510-11; un
Cesare fu giurato di Caltagirone negli anni 1532, 1536, 1540 e patrizio
nel 1541, 1550; un dottor Girolamo tenne la carica di giurato in detta
città nel 1559; un Francesco, da Siracusa, venne ricevuto nell’ordine di
Malta in qualità di donato nel 1572; un Simone, dottore in leggi, figlio
di Cesare, con privilegio del 2 maggio 1651, ottenne la concessione del
titolo di Don; un Nunzio, come marito di Teresa Florullo, fu barone di
Villareale nell’anno 1705; un Francesco Maria, con privilegio dato a 18
luglio esecutoriato a 1 settembre 1704, venne nominato giudice della
corte pretoriana di Palermo e fu giudice della Regia Udienza di Messina
nel 1705; un Salvatore fu giudice pretoriano di Palermo nel 1712-13, del
tribunale della Gran Corte, sede Criminale, negli anni 1720-21-22,
avvocato fiscale del tribunale del Real Patrimonio nel 1722; un Pietro
fu regio percettore del Val Demone, ufficio nel quale gli succedette il
figlio Melchiorre, padre di altro Pietro, ufficiale di carico nella Real
Segreteria di Sicilia, che chiese di essere ascritto, insieme con la
moglie Maria-Antonia Texeira, nella nota di Palazzo e a 6 gennaio 1819
ottenne parere favorevole per tale iscrizione.
Arma: d’oro, all’albero sradicato di verde, col capo d’azzurro, caricato
da due stelle d’argento,.
Alias:
inquartato: nel 1° e 4° d’azzurro, alla torre d’argento; nel 2° e 3° di
rosso, al leone d’oro impugnante con la destra una spada d’argento.
Troncato: d’azzurro e d’argento, al leone dell’uno nell’altro (Pisani di
Venezia).
D’argento, allo scaglione d’azzurro (Pisani di Venezia).
D’azzurro, alla donnola rampante d’argento (Pisani di Venezia).
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Pisci
o
Pesce (vedi).
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Pistoia.
Un
Carlo fu barone dei censi del Regio Demanio di Messina nel 1630; della quale
baronia ottenne investitura Alfio, figlio del precedente, a 2 maggio 1643;
un Giulio, con privilegio dato a 27 febbraro 1725, ottenne concessione del
titolo di barone di San Corrado.
Arma:
?
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Pistorio.
Nobile famiglia messinese, della quale notiamo un Francesco senatore di
Messina negli anni 1679-80, 1681-82; un Ferdinando, dottore in leggi e
un Giuseppe, fratelli, del fu Gaetano; un Gaetano fu Alberto, ascritti
alla mastra nobile di Messina dell’anno 1798-1807; un Alberto Pistorio
Carrascon, che fu senatore in detta città negli anni 1839, 1840, 1841,
1842, 1843.
Arma: d’azzurro, al braccio destro vestito d’oro, impugnante nella mano
di carnagione un pistone del secondo, accompagnato, nel capo, da un sole
dello stesso, figurato di rosso e, nella punta, da tre spighe d’orzo
gambute al naturale, nodrite sopra un terrazzo di verde.
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Pittella.
Nobile famiglia messinese, della quale notiamo un Onofrio, che tenne la
carica di giudice straticoziale in Messina negli anni 1424-25, 1432-33,
1435-36, 1437-38, 1441-42, 1447-48.
Arma: d’oro, all’albero sradicato di verde, col capo d’azzurro, caricato
da due stelle d’argento.
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