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Dott.
A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO
DI SICILIA
da
Mattei a Medici
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Mattei
o
Matteo.
La si vuole originaria di Perugia, portata in Sicilia sotto Ludovico
d’Aragona. Un Niccolò, con privilegio del 15 febbraro 1396, ottenne la
concessione della baronia di Morbano.
Arma: troncato: nel 1° d’argento, all’aquila di nero, al volo abbassato;
nel 2° scaccheggiato d’oro e di rosso di cinque file, ed una banda
d’argento attraversante sul tutto.
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Maugeri.
Nobile famiglia di Acireale. Un Biagio a 31 agosto 1717 venne eletto
acatapano nobile di detta città.
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Maurigi.
Nobile famiglia, che si vuole originaria di Germania e che si dice sia
stata portata in Sicilia da un Marco Aurelio, che il Villabianca ed
altri autori dicono cameriere della camera reale di Federico II
imperatore e vicario generale in Sicilia nel 1239. Godette nobiltà in
Sciacca, Palermo, Monte San Giuliano. Un Giovanni fu giurato in
Caltagirone nel 1426-27 e capitano di giustizia nel 1428-29; un Nuccio
fu giurato in Sciacca nel 1444; un Simone, nel 1467, 1482, 1489 e fu
primo possessore del castello Maurigi nel territorio di Sciacca nel
1475; un altro Simone fu del partito del conte di Luna nel famoso caso
di Sciacca contro i Perollo; un Giovanni fu giurato di Sciacca nel 1561,
1569, 1570, 1573, 1580; un Mario, nel 1594, 1600, 1606; un Giovanni, nel
1638, 1645; un Giovanni fu senatore di Palermo negli anni 1686-87,
1693-94, 1696-97, 1712-13 e ottenne con privilegio del 14 settembre 1726
il titolo di marchese o conte e con altro privilegio del 28 ottobre 1728
quello di marchese di Castelmaurigi; un marchese Simone fu maestro di
zecca del regno di Sicilia; un Giuseppe fu giurato di Monte San Giuliano
nel 1701-2 e 1706-7; un Ignazio fu senatore di Palermo nel 1731-32 e
1741-42; un marchese Simone fu governatore del Monte di Pietà in Palermo
nel 1788, 1795, 1799, 1800, deputato delle nuove gabelle nel 1799 ecc.;
un Francesco Paolo dei marchesi di Castel Maurigi per la moglie Maria
Concetta Blundo fu primo barone di Giubino in sua famiglia; un marchese
Giovanni fu primo presidente della Corte di Cassazione di Sicilia,
senatore del regno d’Italia, ecc.; Ruggiero Maurigi e Staiti, odierno
rappresentante di questa famiglia, è consigliere del Contenzioso
Diplomatico, deputato al Parlamento Nazionale, ecc..
Arma: d’azzurro, al leone rivoltato e coronato d’oro; al capo cucito
d’azzurro, caricato da tre gigli d’oro.
Cimiero:
Un’aquila uscente di nero, coronata d’oro.
Divisa:
NIL FEROX FERO.
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Mauro.
Antica e nobile famiglia di Messina, che il Galluppi vuole originaria di
Venezia. Un Filippo fu senatore di Messina nel 1302; un Pietro, milite,
fu secreto e maestro procuratore di Messina sotto re Federico; un
Giovanni, da Messina, possedette il feudo Furnari, che, alla sua morte
senza figli, venne concesso a 31 marzo 1375 a Stefano de Mauro, pure da
Messina; un Mauro fu uno dei credenzieri della dogana di Messina sotto
Carlo V; un Giovan Salvo, un Ottavio, un Francesco sono annotati nella
mastra nobile del Mollica; un Girolamo di Mauro e Zappia fu giurato
(eletto) di Messina nel 1695-96; un Pietro fu giurato nobile di Messina
nel 1746-47, console nobile del mare nel 1760-61, console nobile della
seta nel 1765-66 e 1767-68 e fu decorato del titolo di marchese a 6
settembre 1756; un altro Pietro fu l’ultimo marchese in sua famiglia per
investitura del 1 febbraro 1783. Non sappiamo se sia appartenuto a
questa stessa famiglia quell’Antonino Mauro, che fu giudice della Corte
pretoriana di Palermo nel 1777-78.
Arma: d’argento, a tre fasce ondate di rosso, sormontate nel capo da un
serpente alato volante dello stesso.
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Mauroli
o
Maurolico.
La si vuole d’origine greca. Godette nobiltà in Messina. Un Francesco,
nel nome maritale di Diana Patti, possedette il feudo chiamato la
Foresta di S. Giorgio; un Giovanni fu giurato di Caltagirone nel
1421-22; un Antonello, un Ottavio e un Cesare li troviamo ascritti alla
mastra nobile del Mollica.
Arma: d’azzurro, alla fascia in divisa d’oro, accompagnata nel capo da
un cane d’argento, camminante sulla divisa, guardante la stella dello
stesso, posta al primo cantone, e nella punta tre losanghe d’oro
accollate in fascia.
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Mayda
o
Maida
(vedi).
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Mazza.
Il
Galluppi dice che questa famiglia sia originaria di Spagna, decorata della
baronia di Sellia e che abbia goduto nobiltà in Messina dal secolo XV al
XVIII. Un Pietro, ottenne da re Martino il feudo di Delia; un Lancia, da
Catania, nel 1403 ottenne la restituzione di alcuni beni in Paternò, che gli
erano stati tolti precedentemente; un Angelo fu giudice delle appellazioni
di Messina nel 1512-13; un Filippo fu cavaliere dell’ordine di Malta nel
1526; un Niccolò fu senatore di Messina negli anni 1555-56-57; un Antonino
fu governatore della Tavola Pecuniaria di detta città nel 1737-38. Con
decreto ministeriale del 10 giugno 1898 i fratelli Giuseppe e Pietro Mazza,
del fu Antonino, ottennero riconoscimento del titolo di nobile.
Arma:
d’azzurro, a due mazze d’armi, decussate e legate, il tutto d’oro.
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Mazzara.
Nobile famiglia di Siracusa, che possedette le baronie di Carioto, Aere del
Conte o Pezza d’Oliveto, San Marco lo Vecchio, Montepellegrino ecc. Un
Pietro fu giurato di Siracusa nel 1552-53; un altro Pietro tenne la stessa
carica nell’anno 1591-92, carica che fu tenuta da un Antonino, nel 1593-94,
da un Giovanni nell’anno 1604-5, 1616-17; da un Antonino nel 1660-61; un
altro Pietro fu capitano di
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giustizia di detta città nel 1667-68; un Carlo
fu giurato nel 1661-62, 1668-69; un Ludovico lo fu nel 1684-85; un Giuseppe
nel 1700-701; un Antonio fu giurato nobile nel 1712-13, 1715-16, e senatore
nel 1723-24; un Giambattista nel 1718-19, 1738-39; un Diego fu giurato
nobile nel 1745-46; un Giambattista, barone di S. Marco lo Vecchio, tenne la
stessa carica negli anni 1744-45, 1750-51, quella di capitano di giustizia
nel 1746-47 e quella di senatore nel 1754-55; un Nicolò fu giurato nobile di
Siracusa negli anni 1746-47, 1752-53; un Francesco tenne la stessa carica
negli anni 1787-88, 1791-92 e quella di senatore nobile nel 1804-5.
Arma:
troncato d’azzurro e d’oro, al grembo di nero nel secondo.
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Mazzarino.
La si vuole originaria dalla Real Casa Normanna di Sicilia. Un Giovanni,
figlio di un Manfredi barone di Mongiolino, possedette la terra di
Mazzarino dalla quale prese il cognome; fu ribelle a re Giacomo
d’Aragona e nel 1287 perdette lo stato e la vita.
Arma: d’argento, al fascio di verghe e la scure al naturale e la banda
d’azzurro, caricata da tre stelle d’oro, attraversante.
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Mazzeo.
Nobile famiglia messinese, della quale notiamo un messer Paolo ascritto
alla mastra nobile del Mollica (lista XI, anno 1597); un Girolamo,
senatore in Messina nel 1606-7; un Giovanni Mazzeo e Blasco che tenne la
stessa carica nel 1691-92; un Francesco, che fu console del mare nel
1704-5; un Francesco, che, come donatario dello zio Francesco Campolo,
ottenne a 1 marzo 1731 investitura del titolo di marchese di S. Teodoro.
Arma: d’azzurro, al guerriero armato al naturale, le mani e la faccia di
carnagione, impugnante nella destra una mazza di nero, in atto di
percuotere un leone coronato d’oro, affrontati all’albero di verde,
fustato d’oro, sormontato nel capo da una stella del medesimo, nodrito
sovra un terrazzo al naturale.
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Mazzeri.
Nobile famiglia di Lentini. Un Giuseppe fu giurato nobile di Lentini
nell’anno 1805-6 e capitano di giustizia nel 1810-11.
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Mazzetti
o
Masetti.
La si
vuole d’origine romana e passata in Sicilia da Mirandola dove avea occupato
le primarie cariche.
Notiamo un Girolamo, governatore del Monte di Pietà di Palermo negli anni
1659-60-61.
Arma:
d’azzurro, alla nave d’oro, a vele spiegate su un mare fluttuoso d’argento.
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Mazzone.
Un Matteo possedette nel 1408 la baronia di Biscari; un Michele, con
privilegio dato a 16 novembre 1629 esecutoriato a 14 maggio 1631,
ottenne la concessione del titolo di Don; un Onofrio fu giudice delle
Appellazioni di Palermo nel 1723-24. A 30 aprile 1857 la Real
Commissione dei titoli di nobiltà riconobbe la nobiltà di una famiglia
Mazzone, che non sappiamo se vantasse tra i suoi membri il detto Matteo.
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Medici
o
Medicis (de).
La si vuole nobile in Sicilia sin dal tempo dei Normanni e godette
nobiltà in Messina. Un Cristofaro de Medicis, dottore in leggi, fu
reggente della regia cancelleria d’Aragona e di Sicilia nel 1548; un
Tommaso fu giudice della corte straticoziale di Messina negli anni
1547-48 e 1553-54 e giudice della Gran Corte negli anni 1550-51-51,
1559-60.
Arma: d’oro, a cinque torte di rosso, poste in cinta e nel capo una più
grande d’azzurro, caricata da tre gigli d’oro ordinati 2 e 1.
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