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Dott.
A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO
DI SICILIA
da
Guastella a Guidara
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Guastella.
Con privilegio dato a 6 agosto 1784 fu concesso a Matteo Guastella il
titolo di barone di Piano del Grillo, titolo che, con decreto
ministeriale del 16 luglio 1900, venne riconosciuto ad Ernesto Teodoro
Guastella, nato in Chiaramonte Gulfi a 11 aprile 1838.
Arma: d’azzurro, alla campagna mareggiata d’argento, con l’avambraccio
vestito di rosso, uscente in banda dal mare, verso sinistra ed
indicante, con la mano di carnagione, una stella d’argento, posta nel
cantone destro del capo.
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Guastelli (Li).
Nobile famiglia palermitana della quale notiamo un Lorenzo che fu
giudice pretoriano di Palermo nel 1691-92, un altro Lorenzo che tenne la
stessa carica negli anni 1780-81 e 1790-91 ed un Giovan Battista, che fu
senatore di Palermo nel 1763.
Arma: di rosso, alla scaglione d’oro, accompagnato da sette gigli dello
stesso.
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Guasto (Lo)
o
Guasto (Del).
Di questa famiglia, tra gli altri, notiamo un Fabrizio che, con
privilegio dato a 22 dicembre 1627 esecutoriato a 28 febbraio 1628,
ottenne il titolo di don; un Girolamo Andrea, che, con privilegio dato
in Vienna a 11 marzo 1724, ottenne gli uffici di maestro degli atti
civili e criminali di Girgenti; un Giuseppe che fu giudice della corte
pretoriana di Palermo nel 1743-44, e del tribunale del Concistoro nel
1751-52-53; un Rosario-Maria, barone del Porto e di S. Michele, che a 7
maggio 1763 ottenne attestato di nobiltà dal senato di Palermo e fu
senatore di detta città nel 1772-73.
Arma: di rosso, al leone d’oro, impugnante una spada d’argento, alta in
palo, sormontato da tre stelle d’oro, allineate in fascia.
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Gubernale
o
Governale.
Un Mario, figlio di Salvatore, a 6 settembre 1809 ottenne investitura
del feudo di Benvini.
Arma: ?
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Guccia.
Di questa famiglia è degno di menzione quel Giovan Battista Guccia e
Bonomolo, dottore in leggi, che possedette il feudo di Balata o
Rifalsafi, come per investitura del 26 gennaio 1797 e acquistò il feudo
di Ganzaria, sul quale, con real privilegio dato a 7 maggio esecutoriato
a 12 luglio 1812, ottenne il titolo di marchese, con il quale trovasi
oggi inscritto nell’elenco ufficiale definitivo delle famiglie nobili e
titolate della regione siciliana il signor Giovan Battista Guccia, di
Salvatore, di Giovan Battista.
Arma: d’azzurro, alla campagna mareggiata, sostenente una conchiglia
bivalva, sormontata da otto gocce 3, 2, 2, 1, queste accostate da due
stelle di sette raggi; il tutto d’argento.
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Guccio
o
Guccy.
Il
Minutolo parlando di questa famiglia, che dice nobile di Terranova in
Sicilia, la chiama tanto Guccy che Guccio e l’arma in due maniere diverse.
Un Alfonso, al dir del citato scrittore, fu capitano d’armi in Gozzo ed un
Giacomo fu capitano in Piazza.
Arma:
partito di nero e d’argento, al monte d’oro sorgente dalla punta, sostenente
una croce di nero, trattenuta da due leoni contrarampanti, dell’uno
nell’altro.
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Gueguara
o
Guevara
(vedi).
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Gueli.
Di
questa famiglia di Naro notiamo un Giovanni, giudice capitaniale di detta
città nel 1409; un Giovan Battista che, con privilegio del 15 maggio 1519,
ottenne il titolo di regio cavaliere ed un Girolamo Gueli ed Alletti, che
tenne la carica di proconservatore in detta città di Naro 1772-1782.
Troviamo pure questa famiglia in Licata, nella quale città un Giovan
Battista tenne la carica di giurato nel 1695-96 e quella di patrizio nel
1701-2.
Arma:
d’argento, a sei bande di rosso.
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29b9
Guerci, Guerciis (de)
o
Guercio.
Questa famiglia si vuole originaria di Genova e, secondo il Galluppi,
godette nobiltà in Messina dal secolo XII al XV. Possedette i feudi di
Rappisi, di Gualtieri e di Baruni; un Alessandro fu giudice di Messina
nell’anno 1256.
Arma: d’azzurro, alla fascia d’argento, accompagnata da tre stelle male
ordinate dello stesso.
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Guerrera, Guerreri, Guerrero
o
Gurreri.
Nobile famiglia, che il Minutolo vuole decorata della baronia di
Montebello e che il Galluppi dice nobile in Messina nei secoli XV, XVI e
XVII. Godette anche nobiltà in Caltagirone, Catania, Mineo ed in altre
città; possedette i feudi di Boscopiano, di Carioto o Poggiorosso, della
Corte in Mineo, di Montegolfone ecc. Un Girolamo Guerrera, da Catania,
con privilegio dato a 7 giugno esecutoriato a 19 agosto 1511, ottenne il
titolo di regio cavaliere; un Pietro Guerriero, da Messina, con
privilegio dato a 30 aprile 1517 esecutoriato a 18 gennaio 1518, ottenne
il detto titolo di cavaliere,
titolo di cavaliere che, con privilegio dato a 12 aprile 1517
esecutoriato a 12 febbraio 1519, ottenne un Giovan Battista
e con privilegio del 7 ottobre 1588 un altro Giovan Battista da Catania;
un Giovan Tommaso tenne la carica di patrizio in Catania nel 1539-40; un
Girolamo fu capitano di giustizia in detta città nel 1542-43; un Giovan
Battista fu patrizio nel 1655-56; un alfiere Michelangelo fu
proconservatore in Siracusa nel 1660; un Pietro fu consultore del vicerè
di Sicilia e presidente del tribunale del Concistoro 1680; un Antonio fu
giudice delle appellazioni in Palermo nel 1698-99 e del tribunale della
R. Udienza in Messina 1699; un barone Giacomo-Maria fu tesoriere in
Mineo nel 1746-47; un Francesco Maria fu sindaco dei nobili in detta
città nel 1754-55 ed un barone Francesco vi tenne la carica di capitano
di giustizia nel 1788-89.
Arma: partito: nel 1° d’argento, a due bande di rosso, sinistrate nel
capo da una rosa dello stesso; nel 2° di rosso, a due bande d’argento,
addestrate nella punta da una rosa del medesimo.
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Guevara
o
Gueguara.
Nobile famiglia che si vuole originaria di Spagna, portata in Malta da un
Diego, conte d’Ariano, che possedette la castellania e secrezia di Malta e
Gozzo 1460. Passò poscia in Siracusa, dove molti membri di essa occuparono
le cariche di senatore e capitano di giustizia. Un Giovanni, da Siracusa, a
18 dicembre 1560 ottenne il titolo di regio cavaliere; un Giuseppe fu
ricevuto all’ordine di Malta nel 1559 e fu gran priore di detto ordine in
Lombardia; un Giovanni fu ricevuto in detto ordine nel 1656; un Gonzalo fu
giurato in Sciacca nel 1643-44.
Arma:
inquartato: il 1° e 4° d’oro, a tre bande di rosso, caricata ciascuna da tre
armellini del campo; il 2° e 3° di rosso, a cinque cuori d’oro, ordinati in
decusse.
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Gugino
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Cugino
(vedi).
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Guggino.
Con privilegio dato a 9 ottobre 1764 un Francesco-Maria Guggino ottenne
il titolo di barone del Guasto, titolo che, con decreto ministeriale del
24 decembre 1904, venne riconosciuto in persona di Francesco Guggino (di
Giuseppe, di Onofrio), nato a Bivona a 11 agosto 1853.
Arma: troncato e semipartito, il 1° d’azzurro all’albero al naturale
accostato da due braccia, destro e sinistro, armati al naturale, colle
mani di carnagione, uscenti dai fianchi dello scudo, quella di destra in
banda, l’altra in sbarra; l’albero sormontato da tre stelle a otto raggi
d’oro, ordinati in fascia; il 2° d’azzurro, alla gallina ferma sopra la
pianura erbosa, sinistrata da un albero nodrito nella stessa pianura, il
tutto al naturale; il 3° di argento, a tre pali d’azzurro.
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Guidara (La).
Di questa famiglia, che godette nobiltà in Messina, vediamo annotato
nella mastra nobile del Mollica un messer Vincenzo, lista XII, anno
1598.
Arma: ?
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