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Dott.
A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO
DI SICILIA
da
Gonzales a Grano d'Orzo
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Gonzales
o
Conzales.
La si vuole originaria di Spagna. Notiamo un Tommaso capitano
giustiziere di Corleone negli anni 1645-46; un Pietro, capitano,
castellano del castello di Gonzaga in Messina 1667; un Emanuele,
segretario onorario di re Carlo II per privilegio del 30 marzo 1688,
concessionario della mezz’annata in Sicilia 1695 e senatore di Palermo
negli anni 1685-86, 1695-96; un alfiere Tommaso, capitano giustiziere di
Mascali negli anni 1695-96; un Giuseppe, cavaliere dell’ordine di S.
Giacomo della Spada, senatore di Palermo nell’anno 1700-1701; un
Onofrio, che tenne la stessa carica negli anni 1707-8 e 1711-12; un
alfiere Giovanni che fu capitano di Taormina nel 1706-7 ed un altro
Giuseppe, che fu razionale del Real Patrimonio 1788.
Arma: d’azzurro, al braccio armato movente dal fianco sinistro dello
scudo, impugnante una spada d’argento, posta in palo.
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Gordone.
Nobile famiglia di Messina, che possedette la baronia di Camastrà. Un
Giovanni, barone di Camastrà, fu giurato nobile di Messina nel 1741-42 e
rettore nobile degli Spersi nel 1757-58; un Pietro barone di Camastrà,
figlio del barone Giuseppe, è annotato nella mastra nobile di detta
città del 1798-1807.
Arma: d’oro, alla croce di Malta di rosso, ed il capo cucito d’argento,
caricato dall’aquila spiegata di nero, membrata, rostrata e coronata
d’oro.
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Gorgone.
Possedette questa famiglia, che pare sia di Bronte, metà del feudo di
Pietrabianca, della quale fu primo possessore un Giovan Battista, come
da investitura del 22 aprile 1725.
Arma: ?
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Gotho, Goto
o
Gotto.
La si vuole originaria di Spagna, godette nobiltà in Messina e in
Catania; possedette i feudi di Cianciana, Comisia in Malta, Foresta
della Regia Corte chiamata de Plati e della terra di S. Lucia della
piana di Milazzo, Vigliatore e la gabella dell’Arco del cotone di
Messina ecc. Un Niccolò fu giurato di Messina nel 1403; un Girolamo fu
giudice della corte straticoziale di Messina negli anni 1419-20 e
1428-29; un Antonio-Giacomo tenne la stessa carica nel 1510-11; un
Giambattista fu senatore di Catania nel 1528-29; un Niccolò-Giuseppe, un
Girolamo, un Giovan Salvo, del fu Niccolò Antonio, li vediamo annotati
nella mastra nobile del Mollica.
Arma: troncato d’oro e di rosso, con tre bande del primo nel secondo.
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Governale
o
Gubernale
(vedi).
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Goyzueta.
La si
vuole originaria di Spagna, possedette nel napoletano titoli e feudi e
godette anche nobiltà in Palermo. Un Vincenzo Goyzueta e Martinez ottenne a
30 aprile 1839 un attestato di nobiltà dal Senato palermitano.
Arma:
di rosso, al cervo passante d’argento.
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Gozzi.
Originaria, al dir del Minutolo e del Galluppi, di Ragusa; portata da un
Giovan Giorgio, capitano di detta città, in Messina. Passò all’ordine di
Malta, come quarto di altra famiglia, in persona di Gaspare Smorto, 1611.
Arma:
d’azzurro, alla quercia di verde, terrazzata dello stesso, sormontata da una
colomba d’argento, con la lista dello stesso, caricata dal motto SIGNUM
PACIS di nero, attraversante in fascia sul tronco.
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Grado.
Famiglia di Sciacca, che possedette i feudi di Giardinello e di mezzo Catuso
o Bertolino. Un Giuseppe, barone di Giardinello, fu capitano di
giustizia di Sciacca nell’anno 1744-45.
Arma:
?
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Graffeo
o
Grifeo
(vedi).
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Grana (La).
Di questa famiglia è degno di nota un Pietro Giuseppe, dottore in leggi,
che fu avvocato fiscale della Giunta dei beni confiscati ai messi-nesi
ribelli, della Regia Udienza di Messina e assessore del Consolato del
Mare di detta città nel 1697, avvocato fiscale del tribunale del Real
Patrimonio nel 1705 e di quello della Gran Corte
1c99
nel 1706.
Arma: ?
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Granadei
o
Grano d’orzo
(vedi).
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Granata.
Antica e nobile famiglia di Messina, della quale, tra gli altri, notiamo un
Pino, giurato di detta città 1403; un Fabrizio, giudice della Corte
straticoziale 1417-18; un Baldo, dottore in leggi, conestabile di Messina e
distretto per privilegio dato a 2 agosto 1546 esecutoriato a 20 febbraio
1548, maestro notaro del Portulano o Campo di Messina e credenziere della
dogana per privilegi dati a 1 gennaio e a 10 aprile 1547 esecutoriati a 5
novembre dello stesso anno; un Pietro, credenziere della secrezia di Messina
1574, ascritto alla mastra nobile del Mollica alla lista I, anno 1587; un
Giovan-Leonardo, giudice della Gran Corte Criminale del Regno nel
1573-74-75; un Giuseppe, figlio di Pietro predetto, ascritto alla mastra
nobile del Mollica alla lista XIV, anno 1600; un Antonino, giurato
forestiero di Messina nel 1746-47; un Paolo ed un monsignor Saverio, figli
di Antonino, il primo rettore nobile degli Spersi in Messina nel 1763-64 ed
il secondo vescovo di Girgenti, ascritti alla mastra nobile di Messina del
1798-1807, ecc.
Arma:
d’azzurro, alla melagranata coronata d’oro, aperta e granita di rosso.
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Grandi (di).
Nobile famiglia di Siracusa, che possedette la baronia di Grottaperciata.
Un Giovanni fu giurato di Siracusa negli anni 1409-10, 1415-16; un
Matteo tenne la stessa carica nel 1434-35, 1442-43; un Marco, milite, fu
camerlengo della regina; Giacomo, suo figlio, milite, ottenne con
privilegio dato a 20 aprile esecutoriato a 7 ottobre 1453 la concessione
dell’ufficio di maestro notaro della corte del maestro razionale della
Camera Reginale; un Francesco fu giurato di Siracusa nel 1523-24 e tale
carica tenne nel 1642-43 un Giacomo; un dottor Paolo Filippo fu
proconservatore in Ragusa 1680-1694; un Pietro fu giurato di Siracusa
nel 1705-6 e tale carica tenne nel 1771-72 un Diego, barone di
Grottaperciata.
Arma: d’azzurro, alla fascia d’oro, caricata da tre stelle del campo,
accompagnata nel capo dal sole del secondo, figurato di rosso, e nella
punta da un vaso d’argento, piantato di una pianticella di tre steli,
fogliati di verde, fioriti di rosso.
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Grano d’orzo
o
Granadei.
La si vuole originaria dalla Calabria, possedette la baronia del Ponte
di Girgenti e godette, secondo il Galluppi, nobiltà in Messina nei
secoli XIV e XV.
Arma: d’azzurro, al fascio di spighe d’orzo d’oro, legato dello stesso.
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