|
Dott.
A. Mango di Casalgerardo
NOBILIARIO
DI SICILIA
da
Canzano a Cappero
|
 |
Canzano.
D’origine spagnuola, vanta cavalieri dell’ordine di Calatrava, di quello
del Toson d’oro, di quello Costantiniano ecc., un maresciallo di campo,
un maestro di campo generale, ecc. Portata in Messina, fu aggregata a
quella nobiltà nel 1658 ed indi alla stessa reintegrata nel 1856, dopo
il parere favorevole della real Commissione dei titoli di nobiltà, in
persona di Serafino Canzano, tenente colonnello, governatore della torre
del faro, ecc. padre di Giuseppe maresciallo di campo, giudice ordinario
dell’alta corte militare, commendatore dell’ordine di S. Stanislao di
Russia e d’Isabella la Cattolica di Spagna, cavaliere di giustizia
dell’ordine costantiniano, ecc. Sposò questi Cornelia Avarna e De
Gregorio, duchessa di Belviso e viscontessa di Francavilla, e fu padre
di Paolo, riconosciuto in detti titoli con Reale Rescritto del 26 maggio
1855, e di altri, da cui discendenza.
Arma: inquartato: nel 1° e 4° di Canzano, che è di rosso, al
castello a tre torri d’oro; nel 2° e 3° di Avarna, che è d’oro,
alla fascia d’azzurro. Corona di Duca.
indice |
 |
Capece.
Un Matteo Capece, di Licata, con privilegio dato a 29 settembre 1526
esecutoriato a 6 luglio 1527, ottenne il titolo di regio cavaliere.
Arma: troncato d’azzurro e di rosso, al leone d’oro, e la fascia dello
stesso attraversante.
indice |
 |
Capece-Minutolo.
Nobile famiglia di Napoli, ancor ivi fiorente, di cui un ramo fu portato
in Sicilia nella seconda metà del secolo XIV e possedette i feudi di
Callari e Baccarati, Ogliastro, la massaria di Patti alias Critti,
il diritto di gabella del biscotto di Palermo, il diritto della terza
dogana di Catania. Un Andrea, cavaliere dell’ordine di Malta, fu autore
delle “Memorie del Gran Priorato di Messina”, opera pregevolissima e di
grande interesse per gli studiosi di genealogia, e che sarebbe ancor più
utile se portasse l’indicazione dei documenti giustificanti ciascun
grado genealogico. Un Giovanni, barone di Callari, Baccarato, ecc.
comprò da Luigi Guglielmo Moncada il titolo di principe di Collereale;
un altro Giovanni, investito a 20 aprile 1811 dei titoli di principe di
Collereale, barone di Callari e Baccarati, barone di Ogliastro, barone
della massaria di Patti o Critti, barone della terza dogana di Catania,
fu maresciallo di campo nei reali eserciti, gentiluomo di camera di re
Ferdinando I, cavaliere dell’ordine di S. Gennaro e fondò in Messina un
ospedale per i storpi.
Arma: di rosso, al leone di vaio, armato d’oro, con la testa dello
stesso.
Cimiero: una testa e collo di cavallo inalberato di nero.
indice |
 |
Capizzi.
Nobile famiglia decorata, al dir del Galluppi, delle baronie di Diesi,
Mulotta ecc., che godette nobiltà in Piazza. Un Luigi tenne la carica di
patrizio di detta città nell’anno 1794-95; un Pasquale la stessa carica
nel 1797-98, quella di capitano nel 1802-3 e quella di senatore nel
1812-13.
Arma: d’azzurro, al braccio destro armato al naturale, impugnante pei
capelli una testa di leone d’oro.
indice |
 |
Capobianco.
Un Pietro comprò nel 1364 il feudo di Riddidini, che ebbe confermato da
Re Federico e che trasmise al figlio Paolo; dal quale, per essersi
ribellato ai Martini, fu perduto ed indi concesso a Francesco Arezzo.
Egli stesso possedeva il feudo di Cardinale, che nel 1392 vendette al
sopradetto Francesco Arezzo, milite. Un altro Pietro de Capobianco,
insieme con la sorella Antonia, moglie di Enrico Grasso, possedettero il
feudo di Cipolla, che nel 1404 vendettero a Niccolò Speciale. Un altro
Pietro (è lo stesso di quest’ultimo?) fu notaro dell’ufficio del
Protonotaro del Regno 1416, e forse egli stesso fu senatore di Siracusa
nel 1429-30; un Domenico tenne la carica di giurato in detta città nel
1683-84.
Arma: d’azzurro, al capriolo d’oro, accompagnato in capo da due stelle
dello stesso ed in punta da una testa umana al naturale, barbuta
d’argento.
indice |
 |
Capone.
Il
Galluppi la vuole originaria di Spagna e dice che godette nobiltà in Messina
nei secoli XIV, XV e XVI.
Arma:
d’azzurro, al cappone passante del suo colore.
indice |
|
|
Caponetto.
Questa famiglia possedette la metà del feudo di Bucalefi 1600.
Arma:
?
indice |
 |
Capozzo
o
Capuzzo.
Nobile in Marsala, al dir del Minutolo. Un Alberto fu regio cubiculario
sotto i Martini; un Teseo, con privilegio dato a 31 marzo esecutoriato a 21
aprile 1507, ottenne la concessione della salina di Fragiovanni; un Priamo a
28 marzo 1517 ottiene di poter fare una salina in Trapani e Marsala; un
Giacomo nel 1538 lo vediamo credenziere dei panni e cantarata di Palermo; un
altro Giacomo, figlio di Priamo, è nello stesso anno maestro massaro della
dogana di Palermo; un Vincenzo fu giudice pretoriano di Palermo nel 1752-53,
del tribunale del Concistoro negli anni 1767-68-69 e della Gran Corte e
primo barone della Gabella di Pelo e Merca, in sua famiglia, per investitura
del 16 settembre 1775. Ignazio Capozzo e Fava, figlio del precedente, sposò
Francesca Paola Landolina e Deodato e fu investito del detto titolo di
barone a 16 settembre 1788; titolo che, per la sua morte senza figli,
all’abolizione della feudalità vediamo in potere di Vincenzo Capozzo e Del
Castil
3111
lo, per investitura del 28 marzo 1810. Passò all’ordine di Malta come
quarto di altra famiglia nel 1581 in persona di Lorenzo Isfar.
Arma:
d’azzurro, alla fascia d’oro, ed il leone uscente del medesimo.
Corona di barone.
indice |
 |
Cappa.
Un Giovanni fu regio e principale giudice di Messina nel 1256.
Arma: troncato: nel 1° d’argento, alla testa di moro, tenente in bocca
una rosa, il tutto al naturale; nel 2° tranglato d’oro, di rosso e
d’azzurro di nove pezzi.
indice |
 |
Cappasanta.
Nobile famiglia di Salemi. Un Antonio tenne la carica di giurato in
detta città nel 1431-32; un Pietro quella di capitano di giustizia nel
1466-67, 1472-73, 1474-75; carica tenuta da un Antonio nel 1468-69, da
un Giovanni nel 1476-77, da un Giovanni Antonio nel 1516-17. Un Giovan
Domenico fu giurato in detta città nel 1564-65 ed un Giovan
Francesco fu proconservatore di Marsala 1579; un altro Giovanni
Antonio ottenne il titolo di regio cavaliere ed il riconoscimento dello
stemma gentilizio, con privilegio dato il 19 agosto esecutoriato il 20
ottobre 1568.
Arma: d’azzurro, alla croce d’oro.
Cimiero: una fenice.
indice |
 |
Cappellani
o
Cappellano.
Il
Galluppi la vuole originaria di Castroreale.
Nella
Mastra Nobile del Mollica troviamo annotato un Tiberio Cappellano. Un
Paolo-Salvatore Cappellano, dottore in leggi, acquistò la baronia di Formica
da potere di Antonino Blanco e ne ottenne investitura a 1 marzo 1772. A lui
succedette il figlio Giuseppe, che ne fu investito a 31 agosto 1790.
Arma:
inquartato: al 1° e 4° di rosso, al leone coronato d’oro; al 2° e 3°
d’argento, all’aquila coronata di nero.
Alias:
d’azzurro, a tre crescenti montanti d’argento 2 e 1, caricati ciascuno da
tre macchie di nero, accompagnati nel cuore dalla stella d’oro, e sormontati
nel capo da un bisante dello stesso.
indice |
 |
Cappellino.
Un
Giovan-Salvo fu giudice della corte straticoziale di Messina nell’anno
1576-77; un Girolamo vestì la toga senatoria in detta città nell’anno
1588-89.
Arma:
d’argento, al cappello di nero, ornato da un nastro di rosso.
indice |
 |
Cappello.
Il Galluppi la vuole originaria di Padova.
Un Niccolò, nel nome maritale, ebbe a 24 aprile 1333 confermato e
concesso il feudo di Molisena, che trasmise al figlio Rinaldo, il quale
fu padre di Franca, moglie di Rinaldo Arezzo. Un Antonio a 4 giugno 1393
ottenne dal Re Martino la conferma del feudo di Bonfallura, che per una
Antonia, maritata nei Salonia, passò nel secolo XVIII in quest’ultima
famiglia. Un Baldassare fu giurato di Noto nel 1556. Non sappiamo se
quell’Orazio-Antonio Cappelli, che sulla fine del secolo XVIII e nei
primi anni del XIX, occupò molte importanti cariche ed a 7 luglio 1810
venne decorato del titolo di marchese, sia appartenuto a questa stessa
famiglia.
Arma: spaccato d’argento e di nero, al cappello all’antica dell’uno
nell’altro.
indice |
|
|
Cappero.
Nobile famiglia spagnuola, che vanta tra gli altri un Francesco Cappero
de Prado, cavaliere dell’ordine di Calatrava, che, con privilegio dato a
29 marzo esecutoriato a 2 giugno 1670, ottenne per sé e suoi il titolo
di illustre; un Pietro, investito nel 1702 di detto titolo, eletto a 10
febbraio 1707 deputato della casa delle donne riparate sotto il titolo
dell’Immacolata Concezione; un Francesco senatore di Palermo.
Arma: ?
indice |
0